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Viaggio nella notte

di Mille Battute

BACKSTAGE

Abbiamo chiesto alle persone come si vive, cosa si pensa, cosa si scrive fissando sempre le stesse 4 mura durante una quarantena. Queste sono le storie che ci hanno raccontato. Ora noi le raccontiamo a voi.

VIAGGIO NELLA NOTTE

Matteo Capuani

Vedi, è quasi disumanizzante. Cioè, la ripetizione sembra quasi annullare ogni forma di fantasia e creatività, che sono la nostra firma, quello che ci differenzia dal resto. Credo sia addirittura peggio di una routine monotona. Davvero, non dirmi che non hai la stessa impressione, almeno a volte. Non ti sembra di ripetere all’infinito le stesse azioni, come fossimo chiusi in un loop temporale? È un buco nero, ecco di cosa si tratta! Non esiste giorno, notte e sono sparite le ore.

I momenti della giornata sono scanditi unicamente dall’azione che viene compiuta: ad esempio il momento in cui ci si sveglia, in cui si lavora o la pausa pranzo, poi la cena ed infine quando si va a letto. Pronti a ricominciare dall’inizio con la lista dei momenti. Ok, cercherò di essere più chiaro. Hai presente quando guidi in autostrada, di notte? Bene, il tuo viaggio si misura sui soli momenti che rompono violentemente la ripetitività. Il momento in cui cambi corsia, in cui fai un sorso d’acqua, passi un autogrill o superi un casello.

Immagina di guidare verso una meta lontana, ci vorranno ore e niente di quello che vedi lì fuori ti ricorda cosa facevi prima o ti dice cosa potrai fare dopo. Eppure guidi, senza sosta e senza alternative sperando che arrivi presto il giorno e che si possa uscire di nuovo, respirare l’aria fresca del mattino di primavera e urlare che hai guidato senza mai fermarti solo per vivere quel maledetto momento!

Sai cosa ti dico allora? Seguiamola questa infinita linea retta. Forse tra un punto e l’altro entrerà qualche raggio di sole. Hai ragione. Io e te attendiamo la notte ed il buio, fuori. Tra poco spegnerò questa luce, io non ti vedrò più, tu smetterai di riflettere le mie parole e la mia immagine, senza darmi risposte e senza farmi domande. Andrò a letto, chiuderò gli occhi e libererò la mia anima, le dirò di uscire da questo corpo, da questa macchina, da questa casa. Le dirò di librarsi nell’aria e di volare via, sognerò di cantare, piangere, giocare sulla spiaggia e vivere.
Fino al mattino. Allora sarà di nuovo il momento di tornare a guidare. Sarà di nuovo il buio, dentro.

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