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Il silenzio sul mare TURCHIA 2001

di gaetano

Il silenzio sul mare 
TURCHIA 2001

Impressioni di viaggio da Amasra, località mite, pacifica e fuori dal tempo, sulle coste turche del Mar Nero.

 Amasra, minuscola località ad un’ottantina di chilometri dalla più turistica Safranbolu, dove in certi giorni d’estate le acque cristalline del Mar nero ricordano l’Egeo sotto il cielo vivo del Mediterraneo.

Circondata da una foresta lussureggiante, sorge su un promontorio roccioso coronato da una cittadella a picco sul mare.

Stazione di villeggiatura in agosto per le famiglie turche, piccola e isolata località di pescatori e artigiani durante i restanti mesi dell’anno.

Non ci sono infrastrutture turistiche, nessun palazzo anonimo e prefabbricati dell’orrore. Amasra è legata al caos discreto della sua mite storia.

Pochi hotel e pochi ristoranti aperti in agosto, un solo ristorante ed una sola pensione aperti in autunno, inverno e primavera.

Il ristorante si chiama Cesmi Cihan e dalla terrazza si possono osservare i pescatori, le barche arenate sulla spiaggia. Sorseggiare il caffè e mangiare pesce fresco, con lentezza. Qui non c’è nulla da fare se non osservare.

La pensione invece si chiama Huzur Aile Pansyon ed è gestita da una rubiconda signora dai capelli biondi.

La stanza da su una terrazza ricoperta di vite, la vista da sul molo, sull’acqua nera e scura, perché qui, a parte in agosto, il mare è davvero nero e impenetrabile come la pece.

In ogni direzione acqua,  il mare è dappertutto. Dietro al porto negozi antichi che vendono cucchiai, spatole, forchette, paralumi, portachiavi.

In lontananza, all’estremità nord-ovest della penisola, s’intravede il kale di epoca bizantina, rimaneggiato dai mercanti genovesi. L’interno della cinta muraria è stato interamente colonizzato da erbe e da piante aromatiche.

Costeggiando il mare e le chiacchiere dei pescatori e dei bambini, si arriva alla spiaggia di Bozkoy, in mezzo a vegetazione lussureggiante. Sulla spiaggia deserta due militari e un chiosco di legno che propone squisiti kofte all’ombra degli alberi.

In fondo, la falesia rossa che brilla e si spegne, un villaggio tradizionale, le barche che si allontanano verso l’orizzonte.

 

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