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Il passaggio della giovenca TURCHIA 2001

di gaetano

Il passaggio della giovenca  
TURCHIA 2001

Storia dello stretto del Bosforo, confine naturale fra Asia ed Europa, luogo di leggende poetiche, scontro di civiltà e acque vorticose.

Il Bosforo, lo stretto che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara.

Lo stretto che segna il confine meridionale tra l’Asia e l’Europa.

Sulle cui sponda europea, attorno al porto naturale del Corno d’Oro si è sviluppata Istanbul, l’antica Costantinopoli, la cui attuale area urbana si estende prepotentemente anche sulla sponda asiatica, invadendola, rivendicando un’appartenenza che, forse, non gli appartiene.

Due ponti autostradali lo attraversano. Il ponte di Bogaz, il ponte Fatih Sultan Mehmed. Gente che va, gente che viene, Autobus che partono verso l’Oriente carichi di mercanzia, macchine che entrano in Europa cariche di speranze e sogni.

Bosforo, ossia “passaggio della giovenca”, richiamo al tenero mito secondo il quale Io, fanciulla amata da Zeus, è da questi dapprima trasformata in giovenca poi inseguita da un tafano inviato dalla gelosa Era. Infastidita fino alla pazzia, Io percorre l’intera Grecia fino ad attraversare lo stretto che la separa dall’Asia.

Leggende che si perdono nella notte dei tempi, quando ancora il Bosforo e Istanbul erano natura e armonia e potere.

Come la guerra di Troia, che al di là della giustificazione che è stata data, cioè il rapimento della bella Elena da parte di Paride, figlio del re di Troia, è stata mossa dai greci proprio per il controllo dello stretto.

Oggi, le acque del Bosforo sono inquinate e torve, il traffico commerciale è tra i più intensi al mondo. Nel 2007 il traffico ha toccato le 53000 unità marittime.

E per vendicarsi, la leggenda, la fiaba, la storia e la natura fanno in modo che lo stretto sia percorso da violente correnti che rendono la navigazione pericolosa e nevrotica.

Il 13 marzo 1994 lo scontro tra due petroliere causò la morte di 25 marinai. Il passaggio della giovenca, anche in quell’occasione severo e inflessibile, continuò a far danzare le sue acque.

 

 

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